

Quanti dei nostri lettori possono dire di aver sperimentato una volta almeno nella loro vita la cefalea?
Moltissimi se non quasi tutti!
La cefalea o mal di capo è di fatto un disturbo doloroso che spesso ci affligge rendendo penose le nostre attività quotidiane, mina la disponibilità verso noi stessi e gli altri e incide pesantemente sulla nostra qualità di vita.
Esistono innumerevoli tipi di cefalea che vengono fondamentalmente suddivise in due gruppi: le forme cosiddette primarie ,le più numerose, nelle quali il mal di testa è esso stesso la malattia e non riconosce altre cause e le forme secondarie in cui la cefalea è un sintomo di una malattia sottostante, in alcuni casi potenzialmente pericolosa.
In questo articolo ci soffermiamo brevemente e sommariamente sulle Cefalee primarie.
Le cefalee primarie si suddividono in vari tipi: L’Emicrania,con le sue varianti, la Cefalea tensiva, e la Cefalea a grappolo sono le principali.
Il 50-60% della popolazione soffre di cefalea e tale dimensione numerica fa del mal di testa un problema sociale.
La cefalea colpisce soprattutto l’età giovanile e adulta per poi tendere a diminuire con la vecchiaia. Le donne ne sono in prevalenza colpite, in proporzione di 3 a 1 rispetto ai maschi. Il mal di testa, pur essendo un disturbo dell’adulto, può iniziare anche nell’infanzia; non è infrequente infatti che bambini si lamentino di cefalea.
Come si manifesta?
L’Emicrania comunemente si presenta come attacchi ricorrenti di dolore pulsante di intensità spesso forte che interessa prevalentemente un emicranio e si associa a nausea, raramente anche vomito,fastidio alla luce,ai rumori e anche agli odori. Ogni attacco dura in media da molte ore fino a tre giorni. Spesso costringe chi ne soffre a letto al buio nella quiete non permettendogli alcuna attività fisica o lavorativa. La stessa attività fisica può aggravare il dolore pulsante. Spesso,come molti dei lettori hanno sperimentato, la crisi di cefalea è preceduto 2-3 giorni prima da modificazioni dell’umore, maggior irritabilità, svogliatezza e aumento dell’appetito. A crisi cessata si ritorna a star bene.
In una certa percentuale di casi l’ emicrania, così come è stata descritta, è preceduta da deficit neurologici transitori consistenti ad esempio in intorpidimento di una emifaccia con emilingua associato a intorpidimento dell’arto superiore dello stesso lato, talvolta può esserci anche difficoltà o incapacità a parlare oppure compare una cecità di metà campo visivo. Disturbi tutti che, la prima volta, allarmano e gettano nel panico il soggetto e i suoi famigliari nel timore di paralisi irreversibili, con rapido ricorso allo specialista o al pronto soccorso. Tali deficit neurologici transitori caratterizzano l’Emicrania con aura.
La frequenza,la durata e l’intensità dell’emicrania presentano una elevata variabilità individuale.
La Cefalea Tensiva si manifesta con episodi ricorrenti che possono durare da 30’ a giorni. Il dolore è tipicamente compressivo-costrittivo, di intensità lieve o moderata, con localizzazione diffusa al capo ”tipo casco” e non peggiora con la normale attività fisica .E assente la nausea, può presentarsi fastidio alla luce o ai rumori. Quando gli attacchi sono molto frequenti >15 al mese o quasi quotidiani e si prolungano per mesi si parla di cefalea di tipo tensivo cronico.
In questo tipo di cefalea giocano un ruolo fondamentale per la sua insorgenza e mantenimento eventi emotivamente stressanti come la presenza di conflittualità famigliare o lavorativa,o la presenza di disturbi dell’affettività: ansia, depressione. Questo tipo di cefalea è più frequente nel sesso femminile,può manifestarsi a qualsiasi età, sebbene l’esordio fra i 20-40 anni sia il più frequente.
La Cefalea a grappolo si distingue per le seguenti caratteristiche: attacchi di dolore unilaterale, Intensità elevata, sede di manifestazione orbitaria, sovraorbitaria e/o temporale. Durano 10-15 minuti, con una frequenza variabile da un attacco ogni 2 giorni ad 8 attacchi al giorno. Gli attacchi si presentano anche di notte svegliando il paziente con dolore violento lancinante. Sono accompagnati da uno o più dei seguenti segni: congiuntive arrossate, lacrimazione, naso chiuso, sudorazione facciale, restingimento della pupilla, lieve caduta palpebrale, gonfiore palpebrale.
Gli attacchi si raggruppano in periodi di settimane o mesi (grappoli) separati da periodi di assenza dalle crisi di mesi o anni. Caratteristica di tale forma è che colpisce 9 volte su 10 gli uomini, e, per fortuna, vista la gravità del dolore, è discretamente rara.
Si deve convivere con la cefalea o vi sono cure che possono risolvere o alleviare di molto tale problema?
Molto spesso chi soffre di mal di testa tende a far da sé assumendo analgesici da banco e raramente ricorre al medico o allo specialista neurologo.
Il ricorso al medico invece è necessario prima di tutto per la diagnosi: accertarsi che la Cefalea non sia un sintomo di una malattia sottostante potenzialmente pericolosa e quando questa evenienza sia stata esclusa per impostare un corretto percorso terapeutico.
Nel trattamento della cefalea primaria distinguiamo quello in acuto e quello di profilassi, cioè il trattamento che tende a evitare il ripetersi delle crisi, quando queste sono frequenti,più volte al mese, e a migliorare la qualità della vita del paziente.
Scopo del trattamento in acuto è la risoluzione del sintomo dolore, la scomparsa dei sintomi associati e il rapido ripristino del benessere psicofisico del paziente. A tale scopo i farmaci che vengono usati sono vari: dai comuni analgesici o antiinfiammatori (Fans), agli ergotaminici. ),o a farmaci più specifici come i Triptani.
Il trattamento di profilassi dell’emicrania è un momento complesso che vede lo specialista impegnato nel definire e inquadrare il tipo di cefalea di cui il paziente soffre.
Ricerca in via preliminare la presenza di eventuali fattori scatenanti la cefalea ad es. nutrizionali (alcool, cioccolato, formaggi stagionati, insaccati,ecc.); ambientali (ritmo sonno/veglia, rumore, stress),farmacologici (nitroderivati, la pillola anticoncezionale,ecc) al fine di escluderli.
Il trattamento farmacologico si avvale di più classi di farmaci: beta bloccanti, calcioantagonisti, antagonisti dei recettori 5 HT2 , antidepressivi, ecc. Il trattamento farmacologico spesso non è disgiunto dal trattamento psicoterapeutico del paziente di cui si valuta la presenza di situazioni conflittuali o stressanti e la presenza di turbe dell’umore. Anche il ricorso a tecniche di rilassamento possono entrare nelle indicazioni della profilassi delle cefalee.
Da quanto su detto l’inquadramento clinico e il successivo trattamento non è cosa semplice, per questo lo specialista neurologo esperto rappresenta colui a cui far riferimento.
Dr. Angelo Pomes
Specialista in Neurologia